30 dicembre 1999
Ministro della Sanità
viale dell’Industria, 20
00144 ROMA
e p.c. alle Associazioni Nazionali Pazienti:
PD-ONLUS Genova
AIDID Roma
ANIAD Napoli
C.A.D. Forlì
FAND Milano
FID Roma
JDF Italia Roma
A.I.L.D. Perugia
Signor ministro,
la legge 16 marzo 1987,n.115, considera il diabete mellito malattia "di alto interesse sociale", e demanda al ministro della sanità il compito di presentare annualmente al Parlamento una relazione sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche in tema di diabete mellito, con particolare riferimento ai problemi concernenti la prevenzione.
Ma Ella certamente è a conoscenza del fatto che tuttora la patogenesi del diabete mellito è argomento di ampia discussione e di ricerca scientifica, essendo un problema tutt’altro che risolto, il che rende assai problematico stabilire validi criteri per la prevenzione e la cura di questa grave malattia di alto interesse sociale.
Per tali motivi, sorprende ed allarma l’atteggiamento non di disinteresse, il che potrebbe in qualche modo essere comprensibile, ma di aperta ostilità e di occulto ma efficacissimo boicottaggio che da decenni le istituzioni pubbliche pongono in atto contro un mio studio sulla patogenesi del diabete mellito, che dimostra (teoricamente, perché mi è stato impedito, con estrema e stolida arroganza, di effettuare le verifiche sperimentali che avevo progettato e programmato già nel 1968) che il diabete mellito di tipo 2 non è una malattia primitivamente pancreatica, ma che è invece una epatopatia con successivo e progressivo coinvolgimento anatomico e funzionale del pancreas. Ciò che comporta un’ampia possibilità di prevenzione e cura di quella sindrome diabetica .
Di questo problema Le scrissi già nel 1996, ma Lei non mi ritenne degno di una risposta.
Su questo argomento esiste un’interrogazione parlamentare del 1993, reiterata altre due volte (
allegato n.1), alla quale ben cinque ministri dell’università e della ricerca scientifica hanno ritenuto ( per evidente adesione all’assurdo boicottaggio contro quello studio) di non dare risposta.In relazione a tale problema inoltrai nel 1996 petizione alla Commissione parlamentare per gli affari sociali e la sanità (
allegato n. 2) , ma anche il Parlamento della Repubblica ha evidentemente ritenuto la salute e la vita dei cittadini molto al di sotto dei suoi interessi, e non ha dato alcuna risposta ed alcun seguito a quella petizione.Sull’argomento ho scritto a vari ministri dell’università, tra cui a Luigi Berlinguer, senza ottener mai cenno di risposta.
Di questo problema di alto interesse scientifico e sociale ho interessato il CNR (
allegato n. 3), che in dispregio dei suoi compiti istituzionali ha sempre rifiutato ogni interessamento ed ogni risposta.Evito di proseguire nella elencazione delle altre innumerevoli e gravissime azioni ed omissioni delle pubbliche istituzioni, tutte chiaramente finalizzate ad occultare e vanificare una scoperta scientifica che già da oltre trenta anni avrebbe apportato un grande progresso nella conoscenza e, quindi, nelle possibilità ed efficacia della prevenzione e cura di quella grave malattia , e Le invio la bozza della relazione del mio studio sul diabete tipo 2 (
allegato n. 4), che tutte le rassegne scientifiche si sono sempre rifiutate di pubblicare. E Le chiedo di far esaminare quello studio e di farmi conoscere se mi si vuole concedere la possibilità di effettuare quelle verifiche sperimentali che non solo sarebbero in grado di dimostrare la piena validità dell’ipotesi da me formulata, ma che potrebbero anche fornire indicazioni sulla possibilità di una terapia chirurgica dei diabeti di tipo 2 già instauratisi e attualmente inguaribili.In fiduciosa attesa di una Sua risposta, porgo distinti saluti