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19 novembre 2001

Dott. Carlo Borsani

Assessore alla Sanità

regione Lombardia

via Pola , 9 e 11

20124 MILANO

Egregio Dott. Borsani ,

La ringrazio della cortese risposta alla mia richiesta di sottoporre a valutazione scientifica la mia ipotesi sulla patogenesi epatica del diabete mellito tipo due, risposta di cui , però, non posso condividere in alcun modo i contenuti.

Ella mi scrive che "al passo con il progresso scientifico e tecnologico del settore" la Regione Lombardia, con Deliberazione di Giunta n. 48301, "ha definito gli indirizzi funzionali ed organizzativi per la prevenzione e la cura del diabete mellito e ha approvato i percorsi diagnostici e terapeutici per il trattamento di questa malattia improntato ai necessari principi di appropriatezza e di qualità".

Non ho ben compreso se Ella vuole intendere che i percorsi diagnostici e terapeutici approvati dalla Regione Lombardia siano adeguati alle necessità di prevenzione e cura del diabete. Ove questa fosse stata la Sua intenzione, ritengo opportuno ricordarLe, quale responsabile della tutela della salute dei cittadini milanesi, che la drammatica previsione, riportata nel qui allegato "manifesto" pubblicato in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, "che il numero dei diabetici, già tanto alto, raddoppierà nel prossimo decennio", prova inequivocabilmente l’assoluta inefficacia sia delle misure di prevenzione sia delle attuali terapie del diabete recepite ed approvate dalla Giunta regionale.

Devo perciò chiederLe, egregio Assessore, se in una tale situazione di estrema dannosità e pericolosità per i diabetici in atto, e per quelli destinati a divenirlo per colpa della dimostrata inefficacia della prevenzione, possa in qualche modo giustificare il rifiuto freddamente burocratico di prendere in considerazione uno studio che ha prospettive di indubbio alto interesse sia per la prevenzione che per la cura del diabete, e per il quale io non ho chiesto altro, alla Regione, che di sottoporlo all’esame di studiosi della materia, ai quali richiedere di valutare motivatamente se vi siano i presupposti scientifici per procedere alla necessaria e doverosa verifica sperimentale. E tutto ciò nell’esclusivo interesse di oltre due milioni di cittadini italiani diabetici, e di centocinquanta milioni di diabetici nel mondo.

In proposito, mi permetta di dissentire decisamente dalla Sua affermazione che "la Giunta regionale non avrebbe titolo per intervenire in questo campo", perché, pur presupponendo che la Regione non abbia titolo per richiedere e finanziare la verifica sperimentale di una ipotesi scientifica, in nessun modo si può sostenere che non abbia la facoltà ed il dovere. per assolvere correttamente ai suoi compiti istituzionali, di richiedere il parere di qualificati studiosi sulla correttezza scientifica di uno studio che, se dimostrato fondato dalla necessaria verifica sperimentale, renderebbe immediatamente possibile l’adozione di provvedimenti di prevenzione e cura in grado di salvare la vita ad innumerevoli cittadini. E che la Regione abbia tale dovere è chiaramente affermato dalla legge 16 marzo 1987, n.115 che, dettando le disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete, stabilisce che le Regioni "predispongono progetti -obiettivo, azioni programmate ed altre idonee iniziative" per perseguire tale finalità. E non si comprende perchè la valutazione di uno studio scientifico per stabilire se esso possa essere idoneo alla efficace prevenzione e cura del diabete, non debba rientrare tra le "idonee iniziative" dirette a fronteggiare quella malattia

In ultimo, nel farLe presente che io sono perfettamente a conoscenza della necessità che "le proposte di trattamenti innovativi devono essere basate sull’evidenza scientifica", e che proprio a tal fine continuo a interessare inutilmente, da anni, della grave questione le pubbliche istituzioni alle quali compete la ricerca scientifica e la tutela della salute pubblica, Le assicuro che invierò copia della Sua lettera e della mia replica ai Ministri della ricerca scientifica e della salute, oltre che al Presidente della Repubblica sotto il cui Alto Patronato si è svolta la recente giornata mondiale del diabete, in occasione della quale è stato ricordato che "il numero dei diabetici si raddoppia in dieci anni", perché valutino se sia tollerabile che intralci burocratici e la persistente impossibilità di conoscere a quale istituzione pubblica competa la verifica sperimentale di una ipotesi scientifica di alto interesse pubblico continuino a procurare gravissimi ed ingiusti danni alla salute ed alla vita dei cittadini.

Con distinti saluti