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4 ottobre 2001

On. Bobo Craxi

Camera dei deputati

00100 ROMA

Onorevole Craxi,

La ringrazio per la Sua risposta.

Non mi è riuscito di inviarLe un messaggio all’indirizzo e-mail in mio possesso, perciò le invio il richiesto appunto, con relativa documentazione, per posta normale a Montecitorio.

I fatti che ho da esporLe sono di estrema gravità. ed assai complessi. Comunque, per ora, La informo assai succintamente di una serie di eventi assolutamente allarmanti, e dalla documentazione che allego potrà farsi una più chiara idea della intollerabile situazione.

Nel 1968, come potrà leggere nella "presentazione" della pubblicazione allegata (allegato n. 1), scoprii che il diabete melllito tipo due, quello di cui ha sofferto Suo padre, è malattia assai diversa da quella ufficialmente conosciuta e descritta. Il mio studio dimostrava che quella forma di diabete dipende da un’alterata funzionalità epatica che porta all’inattivazione dell’insulina e, quindi, all’insorgere ed all’evolvere della sindrome diabetica, che (come potrà leggere nelle "conclusioni" della pubblicazione) può essere ben prevenuta, validamente curata ed anche guarita nelle fasi iniziali. Ma anche nelle forme già evolute sarebbe possibile correggere chirurgicamente lo squilibrio metabolico, evitando così l’insorgere delle temibili complicanze. Ma quello studio è stato osteggiato con ogni sorta di illegalità, parte delle quali troverà descritte nella denunzia da me inoltrata alla procura della repubblica di Genova (allegato n.2). Però quella denunzia, come diverse altre analoghe denunzie inoltrate a varie procure d’Italia, non ha avuto alcun seguito. Tutte le sette denunzie da me presentate su questi gravi fatti non sono state archiviate, come la procedura penale prescrive, ma sono state cestinate, in arrogante violazione della Costituzione e delle leggi.

In proposito inviai un esposto al Presidente della Repubblica. Come leggerà nella lettera che ho inviato oggi al Presidente Marcello Pera (allegato n.3), il Segratariato Generale della Presidenza trasmise quell’esposto al CSM disponendo che fosse valutato e che fossero inviate direttamente a me le notizie relative alla trattazione, ma il CSM , dopo venti mesi, continua ad ignorare la disposizione della Presidenza della Repubblica.

Naturalmente continuo a tempestare di lettere e di denunzie tutti i ministeri, moltissimi deputati, varie commissioni parlamentari, sempre senza ottenere risposta. Ho denunziato la grave questione anche all’attuale ministro della giustizia (allegato n.4), che, come al solito, non ha dato cenno di risposta.

Ma innumerevoli altre circostanze di inaudita gravità non posso qui riferirle. Spero che Ella vorrà ricevermi per consentirmi di esporLe la questione in tutta la sua allarmante realtà .Che penso Le apparirà già evidente dalla lettura di questa lettera e degli allegati, che dimostrano come questa faccenda non debba per alcun motivo essere anche soltanto nominata. E la ragione Le apparirà evidente se considera che di diabete mellito soffrono attualmente centoquaranta milioni di esseri umani, che con le loro sofferenze, seguite da morte precoce, procurano immensi profitti a potentissime multinazionali. E queste non permettano che uno studio come il mio eradichi questa grave malattia di alto interesse sociale ma, soprattutto, di così alto rendimento economico per loro. Ossia, si tratta di una mostruosa strage programmata ed organizzata da potentissimi centri criminali. Quel che particolarmente allarma, è il servilismo con il quale le pubbliche istituzioni favoriscono, con la loro inerzia, un siffatto disegno altamente delittuoso, e come tutta l’informazione, pubblica e privata, taccia rigorosamente su questi orrendi fatti. E stupisce il silenzio omertoso di tutti i parlamentari, anche perché grandissima popolarità verrebbe all’uomo politico che dimostrasse il coraggio e la volontà di assumere apertamente la difesa dei cittadini ,almeno per il loro diritto alla tutela della salute e della vita.

Se mi riceverà, Le potrò meglio esporre l’enormità di quanto sta accadendo.

Intanto, allego qui anche la lettera che ho inviato per e-mail al prof. Silvio Garattini (allegato n. 5), uno dei tanti accademici che mi hanno chiuso la via della verifica sperimentale, che provocherebbe seri problemi alla Grande mafia .

In attesa di Sua risposta, Le porgo cordiali saluti