4 ottobre 2001
Prof. Silvio Garattini
Istituto Mario Negri
via Eritrea,62
20157 MILANO
Egregio prof. Garattini,
ho letto le Sue considerazioni relative alla sperimentazione scientifica su animali, sulle quali, però, non concordo pienamente. Comunque, l’argomento è assai vasto e complesso per poter essere affrontato in questa sede. C’è tuttavia un aspetto particolare del problema che io penso potrebbe e dovrebbe essere chiarito pubblicamente, come Lei ha fatto con la questione nel suo insieme.
Premetto che mi sono rivolto a Lei in più di un’occasione per chiederLe qualche parere o informazione, e Lei è sempre stato molto cortese e sollecito nelle risposte.
L’ultima Sua risposta risale al 10 marzo 1993. Le avevo scritto per lamentare l’incredibile ostruzionismo, ad ogni livello, che mi ha sempre impedito , da trentaquattro anni, di procedere alla necessaria verifica sperimentale della mia ipotesi teorica -di oggettivo grande rilievo scientifico e medico- sulla patogenesi epatica del diabete mellito del tipo due.
Ella mi rispose, con la solita cortesia, esprimendo la Sua comprensione per la mia amarezza, e concludendo che "purtroppo in Italia la ricerca è cenerentola e quindi anche con tutta la buona volontà spesso si riesce a fare molto poco. Bisogna tuttavia non perdere la fiducia e continuare a lavorare perché alla fine chi ha delle buone idee finisce per averla vinta."
Io, egregio Professore, per mio carattere, non so arrendermi ed ho continuato a battermi, seppur inutilmente, per vincere gli assurdi ostacoli che sono stati ancora frapposti tra me e la doverosa ricerca sperimentale, nonostante la libertà della scienza sancita dalla Costituzione. Infine, il 15 settembre 1999, mi rivolsi ancora una volta alla Sua cortesia, chiedendole di volermi aiutare a compiere, su me stesso, un esperimento scientifico estremamente semplice ed innocuo, che avrebbe però avuto alto interesse dimostrativo relativamente alla fondatezza della mia ipotesi. Si trattava (e si tratterebbe) di un esperimento, certamente rientrante nelle specifiche competenze dell’Istituto Negri, consistente nell’accertare se l’insulina somministrata per via enterale , in soggetti con iperglicemia non dovuta a diabete mellito del tipo due, dimostri normale attività ipoglicemizzante. La positività di questo semplicissimo ed innocuo esperimento, avrebbe un elevato valore dimostrativo della esattezza della mia ipotesi ,che attribuisce al fegato la responsabilità dell’inattivazione dell’insulina e, quindi, della conseguente sindrome diabetica. Questa lettera, da me inviata mediante raccomandata, non ha avuto alcuna risposta. Fatto che mi stupì molto, ben conoscendo la Sua cortesia e sollecitudine abituale.
Ora che ho letto la Sua aperta difesa della sperimentazione su animali, mi chiedo, egregio Professore, se quel Suo silenzio non sia stato dovuto ad una preconcetta e poco motivata ostilità verso un diverso tipo di ricerca sperimentale, in nessun modo aggressivo ma che può essere altrettanto efficace e, forse, ancor di maggiore efficacia scientifica, come nel caso che io Le proposi senza aver risposta.
Le sarei perciò molto grato se volesse chiarirmi il Suo pensiero in proposito e la Sua eventuale disponibilità, in un prossimo futuro, a consentirmi l’effettuazione di quell’esperimento da me proposto presso l’Istituto Negri.
La ringrazioe e Le porgo distinti saluti
Domenico Fico.
via S. marco, 16
60034 Cupramontana.
tel.0731789566