12 luglio 2000
Ai Presidenti delle regioni: Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia, Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania
SIGNOR PRESIDENTE
ritengo doveroso sottoporre alla Sua attenzione una questione di estrema gravità, relativa alla salute ed alla vita dei cittadini della regione da Lei amministrata.
Per la legge 16 marzo 1987, n.115, che detta le disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito, le regioni:
1) predispongono progetti-obiettivo , azioni programmate ed altre idonee iniziative dirette a fronteggiare la malattia del diabete mellito, considerata di alto interesse sociale.
2) gli interventi regionali sono rivolti:
a) alla prevenzione e alla diagnosi precoce della malattia diabetica;
b) al miglioramento delle modalità di cura dei cittadini diabetici;
c) alla prevenzione delle complicanze;
f) a migliorare l’educazione e la coscienza sociale generale per la profilassi della malattia diabetica;
g) a favorire l’educazione sanitaria del cittadino diabetico e della sua famiglia;
h) a provvedere alla preparazione ed all’aggiornamento professionale del personale sanitario addetto ai servizi.
Ma la patogenesi del diabete mellito ,attualmente, non è conosciuta, per cui non è possibile alcuna valida attuazione degli adempimenti disposti dall’articolo 1 comma 2 della legge 115/87.
Tuttavia, vi è uno studio che, su solide basi scientifiche, individua in modo assai chiaro quale sia la patogenesi del diabete mellito di tipo 2, la forma di diabete che, per la sua diffusione, rappresenta il vero problema sociale di quella malattia. La conoscenza di quello studio permetterebbe non solo di attuare immediatamente tutte le misure valide alla prevenzione e cura, ma consentirebbe di eradicare, in tempi ragionevolmente brevi, la forma più diffusa del diabete , ossia il diabete tipo 2.
Incredibilmente, tutti gli organi, uffici e pubblici ufficiali dello Stato italiano che in vario modo hanno avuto competenza in questa questione, con comportamenti di natura chiaramente dolosa, per oltre trenta anni con omissioni e rifiuti di atti d’ufficio hanno creato insormontabili ostacoli ed una "cortina del silenzio" tali da impedire, nel modo più assoluto, che quello studio fondamentale potesse essere portato a conoscenza della comunità scientifica.
A concreto esempio di un siffatto comportamento arrogantemente omissivo, ed al fine di fornire alla S.V. una prima informazione sull’importanza della questione, allego qui, come documento n. 1, la copia della lettera da me indirizzata il 30 dicembre 1999 al ministro della sanità.
La gravità della malattia "di alto interesse sociale", i suoi elevati costi umani, sociali ed economici, e gli obblighi incombenti per legge sul ministro responsabile della salute pubblica, rendevano assolutamente doveroso ed urgente sottoporre quello studio ad una competente e responsabile valutazione scientifica, nell’ interesse del gran numero di Italiani oggi affetti da diabete tipo 2 (vedere in proposito l’allegato documento n. 2), malattia caratterizzata dall’insorgenza di numerose complicanze, responsabili di lunghe sofferenze e che conducono spesso a morte precoce. Ma il ministro, con il massimo disprezzo per i propri doveri istituzionali e per la salute e la vita dei cittadini, non ha dato né seguito né risposta a quella lettera, secondo l’ inveterata prassi da lungo tempo instaurata nel nostro Paese, ad oggettiva tutela di interessi illeciti.
Un così stupefacente annoso e generalizzato comportamento illegittimo, in relazione ad una situazione di tanta gravità e di così alto interesse pubblico, può trovare infatti come unica ed allarmante spiegazione la ferma volontà, definibile delittuosa, di impedire con ogni mezzo che quello studio (documento n. 3), sia sottoposto alla necessaria valutazione, che rivelerebbe la sua evidente capacità di debellare il diabete mellito tipo due . Fatto che arrecherebbe un gravissimo danno al gigantesco giro di affari che ruota intorno alla sofferenza ed alla morte di milioni di esseri umani affetti da quella malattia, cronica per eccellenza.
Per l’estrema gravità di una siffatta situazione, con le tragiche conseguenze che ne derivano a molti milioni di esseri umani, ho inoltrato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, più di un anno fa. Ma, mentre si attende che quella Corte internazionale possa pronunciarsi, continua inarrestabile la sofferenza e la morte precoce di un incalcolabile numero di ammalati che potrebbero essere invece validamente curati.
Per questo motivo, mi rivolgo alla S.V. che, per le Sue ampie competenze e per il diretto rapporto di fiducia che lega la S.V. ai cittadini , non dubito che per assumere, in attuazione di quanto disposto dall’articolo 1 comma 1 della legge 115/87, "idonee iniziative dirette a fronteggiare la malattia del diabete mellito, considerata di alto interesse sociale", Ella vorrà provvedere con sollecitudine a sottoporre quel mio studio alla valutazione di una commissione di esperti, incaricati di rilasciare un motivato ed esauriente parere scientifico. Sarà così finalmente possibile alla Sua amministrazione predisporre ed attuare rapidamente ed efficacemente tutti i provvedimenti previsti dal comma 2 dello stesso articolo di legge , ed in particolare, quelli rivolti alla prevenzione, alla diagnosi assai precoce ed alla cura degli ammalati di diabete , ponendo così termine alla inaudita strage che dolosamente e subdolamente è stata decretata contro quegli ammalati, per abietti motivi.
Resto a disposizione della S.V. per ogni ulteriore informazione, documentazione o chiarimento che vorrà richiedermi, e per fornire la mia più disinteressata collaborazione per la sollecita attuazione delle iniziative sanitarie e socio-sanitarie necessarie per dare ai diabetici la possibilità di fruire finalmente delle valide cure delle quali sono stati defraudati per decenni, e sulla cui esistenza i cittadini sono tenuti rigorosamente all’oscuro mediante la perversa, efficientissima "cortina del silenzio" che, fino ad oggi, mi è stato impossibile superare. Come appare evidente anche dal testo della petizione da me inoltrata alla Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI ( documento n. 4), rimasta pure essa inspiegabilmente senza esito e senza risposta.
Fiducioso nel Suo intervento, porgo distinti saluti
Si allegano 4 documenti:
A)documento n. 1: copia della lettera del 30 dicembre 1999, indirizzata al ministro della sanità;
B)documento n. 2: comunicato ANSA del 15 maggio 2000 su "Allarme diabete in Italia";
C)documento n. 3: Ipotesi sulla patogenesi epatica del diabete mellito del tipo 2;
D)documento n. 4: copia della petizione inoltrata alla Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI, del 29 luglio 1999.