Senatore Prof. Marcello Pera
Presidente del Senato della Repubblica
ROMA
Signor Presidente,
mi rivolgo a Lei che, come seconda autorità dello Stato, non può non avere a cuore la salute e la vita dei cittadini, ed il ristabilimento dei fondamentali principi democratici che la nostra nobile Costituzione sancisce.
Da molti anni, è andato radicandosi, e sempre più sviluppandosi, un potere occulto che progressivamente ha coinvolto tutte le pubbliche istituzioni, ponendo un assoluto controllo su tutti gli organi di informazione, che coprono grandi misfatti.
Nel settembre del 1994 Le scrissi per informarLa dell’esistenza di questo potere che operava efficacemente al fine di impedire che fosse sottoposta alla doverosa verifica sperimentale una mia scoperta, in grado di eradicare il diabete mellito tipo due, grave e diffusa malattia ricca di serie complicanze, che provocano lunghe e penose sofferenze e morte precoce.
Ella, Signor Presidente, con grande cortesia e sollecitudine, il 20 settembre 1994 mi rispose, scrivendo di aver letto la mia lettera "senza nessuna meraviglia, purtroppo" , perché Ella conosceva "assai che cos’è la mafia accademica". E rafforzava questa Sua espressione scrivendo :"Se poi ci aggiunge quella politica, il risultato è garantito".
Negli anni successivi la questione, già tanto grave allora, si è andata ulteriormente e intollerabilmente aggravando, giungendo ad un punto tale da giustificare, oggi, l’impressione che ci si trovi di fronte ad una situazione di aperta eversione delle istituzioni democratiche.
Per informarLa degli accadimenti allarmanti che oggi arrecano iniquo ed irreparabile danno alla salute ed alla vita stessa di milioni di esseri umani, Le invio, qui in allegato, due documenti.
Il primo documento è rappresentato dalla denunzia da me inoltrata alla procura della repubblica di Genova, che descrive alcune tra le più significative delle innumerevoli illegalità, prevalentemente di carattere omissivo, commesse per impedire che i diabetici (centoquaranta milioni nel mondo, circa tre milioni in Italia) possano essere adeguatamente curati, così da consentire l’eradicazione in tempi ragionevolmente brevi di quella grave malattia di alto interesse sociale, che, però, assicura immensi profitti economici a ben individuabili settori del potere occulto che esercita un enorme influsso inquinante nella vita pubblica,
Questa denunzia, del tutto analoga ad altre che ho inoltrato a varie procure d’Italia, è stata, come tutte le altre, assolutamente ignorata. Tutte non archiviate, come le norme procedurali dispongono, ma cestinate, in aperta ed arrogante violazione della Costituzione e delle leggi italiane.
Inviai al Presidente della Repubblica un esposto per lamentare tanta illegalità, ed il 25 febbraio 2000, il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica trasmise (prot.UG N.1066/C) il mio esposto al Consiglio Superiore della Magistratura ,"per le valutazioni e le eventuali iniziative di competenza", con la preghiera di fornire direttamente a me notizie circa l’esito della trattazione.
Oggi, dopo venti mesi, il CSM continua ad ignorare la disposizione della Presidenza della Repubblica. Fatto davero impressionante.
Il secondo documento è rappresentato dalla lettera da me inviata all’attuale ministro della Giustizia. Anche questa lettera è analoga ad altre innumerevoli lettere che continuo ad inviare a ministri e parlamentari delle varie maggioranze di governo, e tutte vengono regolarmente ignorate dai destinatari, evidentemente incuranti delle sorti del Paese e dei diritti civili dei cittadini. Naturalmente, anche la lettera indirizzata al ministro Castelli è rimasta senza risposta.
Signor Presidente, io ho ampia ed impressionante documentazione di questo aspetto raccapricciante della vita politico-sociale, e dell’invereconda falcidia di diabetici, criminalmente privati delle adeguate e valide cure per turpe libidine di denaro e di potere. La pongo a Sua disposizione, nella certezza che Ella voglia intervenire, con tutto il Suo alto prestigio personale ed istituzionale, perché ai cittadini italiani sia assicurato, quanto meno, il rispetto del loro diritto fondamentale alla tutela della salute e della vita.
Non occorre certamente che io richiami qui la legge 9 maggio 1989, n.168, relativa alla istituzione del Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, "con il compito di promuovere, in attuazione dell’articolo 9 della Costituzione, la ricerca scientifica e tecnologica" "nel rispetto dei principi di autonomia stabiliti dall’articolo 33 della Costituzione".
Proprio per adeguare la legge a quei principi, l’articolo 1, comma f), dispone che il ministro "propone al Comitato interministeriale per la programmazione economica programmi di incentivazione e sostegno della ricerca scientifica e tecnologica nel settore privato".
Ma, stravolgendo la lettera e lo spirito della Costituzione e delle leggi, le pubbliche istituzioni, ad ogni livello, hanno operato, e continuano ad operare, per impedire ,ricorrendo a continue illegalità, che una importante scoperta scientifica italiana sia sottoposta alla doverosa verifica sperimentale, che consentirebbe di eradicare una grave malattia di alto interesse sociale in progressiva e preoccupante espansione.
La prego, Signor Presidente, di gradire i miei più sentiti ringraziamenti e distinti saluti