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25 gennaio 2001

Procuratore della repubblica

presso il tribunale

GENOVA

Signor Procuratore,

ritengo mio dovere informarLa di una gravissima situazione di pubblica illegalità che da decenni è causa di sofferenza e morte per innumerevoli esseri umani.

Le espongo i fatti in estrema sintesi. Se Ella riterrà utile avere ulteriori elementi di valutazione, sarò ben lieto di porre a Sua disposizione tutta la vasta documentazione che è in mio possesso.

1) Nel 1968 scoprii che il diabete mellito tipo due, grave e diffusa malattia cronica, di alto interesse sociale, era malattia assai diversa da quella ufficialmente conosciuta, e che non solo poteva essere ben curata , ma poteva essere anche guarita nelle forme non troppo evolute. Avevo organizzato una équipe per la dimostrazione sperimentale della mia scoperta, ma mi fu arrogantemente impedito di procedere all’esperimento;

2) per trentadue anni mi è stato impedito con comportamenti illeciti di far conoscere la mia ipotesi alla comunità scientifica, e tutti gli organi di informazione hanno sempre rifiutato di far parola di quei fatti;

3) nel 1993 è stata presentata interrogazione parlamentare (allegato n.1), reiterata altre due volte, alla quale ben sei ministri, succedutisi al dicastero dell’università e della ricerca scientifica, si sono rifiutati di dare risposta ;

4) nel 1995 il direttore del settimanale "la peste", edito a Roma, aveva accettato di pubblicare questa sorprendente storia in tre o quattro puntate, ma la notte successiva alla pubblicazione del primo articolo (allegato n.2), fu fatta esplodere nella redazione del settimanale una molotov, che indusse precipitosamente il direttore a rinunciare alla pubblicazione dei successivi articoli;

5) nel 1996 presentai una petizione alla Commissione parlamentare per gli Affari Sociali e la Sanità sulla questione relativa al diabete, che fu del tutto ignorata;

6) nel 1997 denunciai le numerose illegalità alla procura di Roma, ma il pubblico ministero non dette seguito all’esercizio dell’azione penale;

7) nel 1998 ho denunciato alla procura della repubblica di Perugia questa grave omissione di un atto dovuto , ma anche per questa denuncia non è stato dato seguito all’azione penale;

8) ho denunciato i fatti al ministro della giustizia, che non ha dato alcuna risposta ;

9) nel settembre 1999 ho denunciato i fatti al Presidente Ciampi, che ha inviato il mio esposto al CSM "per le valutazioni e le eventuali iniziative di competenza", con preghiera di fornire direttamente a me notizie circa l’esito della trattazione. Ad oggi, non ho avuto alcuna notizia relativamente a quel mio esposto;

10) nel luglio 1999 ho presentato petizione alla Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI, lamentando l’irremovibile silenzio della informazione su una questione di così alto interesse pubblico, ma anche questa petizione è stata totalmente ignorata ;

11) nel 1998 feci presente al presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Genova, dott. Sergio Castellaneta le insormontabili difficoltà che incontravo per far conoscere i miei studi scientifici, anche quando la loro validità aveva ottenuto il pieno riconoscimento dalla ricerca mondiale, come era avvenuto per la mia originale "Ipotesi sulla settorialità delle funzioni metaboliche epatiche" e per la mia pubblicazione sulla "Zonazione morfo-funzionale del lobulo epatico". Il presidente Castellaneta sottopose a valutazione del prof. Roberto Testa quei mie lavori, ed il prof. Testa, il 28 maggio 1998 gli fece avere la valutazione, ampiamente favorevole ed elogiativa, che qui allego come documento n.3 .Il 24 dicembre 1999 scrissi nuovamente al presidente Castellaneta facendogli presente che il mio studio sul diabete mellito, che poteva eradicare questa grave malattia sociale, aveva trovato ampia conferma in recenti studi sperimentali ma me ne era resa impossibile la pubblicazione e la sperimentazione, per cui chiedevo che esso fosse sottoposto alla necessaria valutazione scientifica. Il 31 gennaio 2000 il dott. Castellaneta mi rispose con la lettera che allego in copia come documento n. 4.

Tale risposa evidenzia una situazione di estrema gravità e pericolosità sociale. Infatti è incomprensibile il motivo per il quale ben due professori di università si siano rifiutati di rilasciare il loro parere su uno studio di indiscutibile interesse scientifico e medico, e che riguardava materia di loro competenza. E se, come appare presumibile ,uno dei professori universitari, ai quali il presidente dell’Ordine dei medici si era rivolto, fosse il prof. Testa, che aveva rilasciato il suo parere ampiamente favorevole sull’altro mio studio, apparirebbe particolarmente incomprensibile ed allarmante questo rifiuto su una ricerca di così alto interesse medico e sociale.

12) poiché i diabetici (molte decine di milioni nel mondo e circa due milioni in Italia, in progressivo aumento), privati delle possibili cure adeguate, continuano a soffrire ed a morire precocemente nell’omertoso silenzio generale, il 12 luglio 2000 ho inviato a 10 presidenti di regione, tra i quali è anche il presidente della regione Liguria, l’allegato documento n.5, che non ha avuto risposta. Ma il 28 agosto ebbi notizia, in forma assai anomala, di gravi fatti, che accadevano presso la regione Marche, e che sembravano voler capziosamente vanificare la mia iniziativa;

13) il 26 ottobre , in relazione alla grave questione , ho inviato al presidente della regione Marche la lettera qui acclusa come allegato n.6.

Ma anche questa lettera, nonostante la gravità indiscutibile dei fatti che segnalavo, non ha avuto sino ad oggi alcuna risposta.

Inoltro questo esposto alla S.V. perché Ella possa valutare se in questo generale ed ingiustificabile rifiuto delle pubbliche istituzioni, tra le quali è la regione Liguria, di assumere le doverose ed adeguate iniziative per valutare correttamente il mio studio e le possibilità che esso offre per la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura, anche chirurgica, del diabete mellito tipo 2 , possa ravvisarsi ipotesi di reato , considerando i gravissimi ed ingiusti danni che ne derivano alla salute ed alla vita di innumerevoli esseri umani.

Chiedo che la S,V, voglia ricevermi per consentirmi di esporre nel modo più adeguato la gravità e l’ampiezza di questo incomprensibile ostracismo che mi impedisce di far conoscere studi scientifici oggettivamente di grande interesse medico.

A norma dell’articolo 408 c.p.p. chiedo di essere informato circa l’eventuale richiesta di archiviazione del presente esposto,

Chiedo inoltre, a norma dell’articolo 406 comma 3 c.p.p. di essere informato circa eventuale richiesta di proroga del termine delle indagini preliminari.

Allegati:

1) interrogazione parlamentare del 30.05.1996;

2) articolo pubblicato da "la peste" il 25.03.1995;

3) valutazione scientifica rilasciata dal parte dal prof.

Testa, dell’università di Genova;

4) lettera del presidente dell’Ordine dei medici della provincia di

Genova;

5) lettera ai presidenti di regione, con suballegati;

6) lettera al presidente della regione Marche, con suballegati .

Domenico Fico

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A questa denunzia, come alle altre quattro analoghe presentate ad altrettante procure d'Italia, non ha fatto seguito alcuna iniziativa della procura.